Il 30 giugno è scaduta la proroga per la contabilizzazione e la termoregolazione del calore negli impianti civili centralizzati

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Usare il riscaldamento quando si vuole, nella quantità che è necessaria, anche con gli impianti centralizzati, è questo il senso dell'obbligo di contabilizzazione per i sistemi di riscaldamento centralizzati che è scattato il 30 giugno scorso, dopo un'ulteriore proroga di sei mesi, a seguito della direttiva europea sull’efficienza energetica 2012/27/UE, recepita dal decreto legislativo 102 del 4 luglio 2014. Un ritardo di tre anni, cinque sulla direttiva, indice di una certa "resistenza culturale" in materia d'efficienza energetica nel nostro Paese. Oggi, nonostante le proroghe continue, secondo i dati della Camera di commercio di Mestre, si stima che alla fine del giugno 2017, siano ancora oltre il 35% i condomini che non si sono adeguati alla contabilizzazione del calore, eppure gli ingredienti per farlo e guadagnare da subito ci sono tutti.

Per il restante periodo questa cifra diventa un guadagno netto che "cala" dopo dieci anni al solo risparmio energetico che rimane comunque rilevante, il tutto al netto della sostituzione della caldaia, che incrementa il risparmio e le detrazioni fiscali. Questo è un risparmio che non tiene conto dell'efficienza comportamentale introdotta dalla semplicità di utilizzo della valvola termostatica. Con questo dispositivo, infatti, diventa molto semplice diminuire la temperatura in una stanza non utilizzata, oppure mettere al minimo il riscaldamento durante l'assenza degli inquilini, come nel caso dei week end e delle vacanze invernali. Un altro sistema integrato permette addirittura di leggere dati esterni tramite internet, come ad esempio il meteo, per offrire soluzioni ancora più performanti sotto al profilo del risparmio energetico. Il risparmio è a portata di mano e, per chi non rispetta le regole, ci sono le sanzioni che vanno da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare, denaro che sarebbe meglio investire in sistemi efficienti.

Insomma una semplicità ed un risparmio a portata di mano, tali da non rendere comprensibile il perché di questo ritardo generale, da imputare, con ogni probabilità, alla scarsa comunicazione che c'è in Italia sul fronte dell'efficienza energetica da parte delle istituzioni e alla mancanza di lungimiranza da parte dei cittadini stessi che, già da tempo, avrebbero potuto spendere molto, ma molto, meno. 

Autore
Sergio Ferraris
Giornalista scientifico
 
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