Manutenzione ordinaria della caldaia: cosa fare

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Per assicurarsi il buon funzionamento della caldaia per anni servono poche regole

È in casa immobile e silenziosa, si aziona in automatico quando apriamo un rubinetto o quando la temperatura in inverno scende: è la caldaia e spesso, ce ne scordiamo fino a quando il riscaldamento non funziona oppure, fino a quando non ci troviamo sotto la doccia improvvisamente gelata.
La manutenzione della caldaia non è una pratica realizzabile con il fai da te, ma necessita di una consapevolezza circa il suo funzionamento.

Come far durare la caldaia nel tempo

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Prima di tutto bisogna assicurare alla propria caldaia la manutenzione e il controllo obbligatori ai sensi del DPR 412 del 16 agosto 1993 e Dlgs 19 agosto 2005 n.ro 192, che prevedono il controllo periodico da parte di un tecnico abilitato che dovrebbe:
- controllare la temperatura e i fumi di scarico per verificare che il rendimento sia ottimale;
- pulire la caldaia sempre affinchè non ci sia una riduzione del rendimento;
- regolare la combustione del bruciatore, perché una combustione imperfetta fa sprecare energia e aumenta l'inquinamento.

Per le caldaie con più di 15 anni

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Se una caldaia ha più di 15 anni è d’obbligo effettuare una diagnosi energetica dell'apparecchio e, se si riscontrano anomalie su una caldaia di questa età, può essere conveniente cambiarla anche perché buona parte della spesa si potrà ammortizzare in poco tempo grazie alla maggiore efficienza e al risparmio energetico dei modelli più recenti. Inoltre, scegliendo una caldaia ad alta efficienza, si potrà usufruire degli incentivi fiscali per l'efficienza energetica (vedi articoli sul Conto Termico e altre detrazioni).

Cosa possiamo verificare da soli

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Una delle pochissime operazioni che è possibile fare da soli è la regolazione della pressione dell'acqua che può essere troppo bassa, segno che c'è dell'aria nel circuito o per esempio si è per qualche motivo sgonfiato il vaso die espansione presente in caldaia, oppure troppo alta, con possibilità di perdite dalla valvola di sicurezza.
Nel primo caso sarà necessario spurgare l'impianto eliminando l'aria con le apposite valvole e riportare a pressione il tutto, mentre nel secondo è aprire le valvole per far uscire l'acqua e richiuderle. Per facilitare l'operazione in molte caldaie c'è un misuratore di pressione e, per regolarla in maniera ottimale, è sufficiente portare l'indice tra 1 e 2 bar, oppure nella zona verde.

A cosa prestare particolare attenzione

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Un fattore molto importante è legato alla qualità dell'acqua, se è particolarmente dura, la caldaia potrà andare incontro a guasti dovuti a corrosione e incrostazioni di calcare (vedi approfondimento sul nostro blog). Per scongiurare questo rischio è possibile installare un dosatore di polifosfati, che è utile solo se la durezza dell'acqua è inferiore a 21°f, oppure un addolcitore. 

Autore
Sergio Ferraris
Giornalista scientifico
 
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